– Raccogliere almeno 50.000 documenti multilingue (italiano-inglese/franco) con annotazioni semantiche di intent e entità, escludendo testi ambigui o di bassa qualità (<5% di rilevanza <0.6).
– Normalizzare il testo italiano con tokenizzazione Unicode e lemmatizzazione tramite spaCy o StanfordNLP, preservando morfologia e contesto.
– Codificare embedding cross-linguale con LASER o XLM-R, generando vettori condivisi tra italiano e inglese con soglia di similarità ≥0.85 per validare l’allineamento.
– Identificare termini chiave (es. “contratto tipico”, “diagnosi clinica”) tramite analisi di frequenza e co-occorrenza in corpus legali/tecnici italiani.
– Generare un vocabolario condiviso LASER raggruppando sinonimi italiani e loro traduzioni dirette con peso semantico (es. “breve” ↔ “short”, “obbligo contrattuale” ↔ “contractual obligation”).
– Impostare threshold di similarità vettoriale (cosine ≥0.85) per selezionare embedding di riferimento, riducendo rumore linguistico e bias lessicale.
– Validare con test di coerenza interna: 10% dei vettori vengono campionati per verificare distanza media <1.2 tra termini correlati (es. “malattia” e “patologia”).
– Utilizzare dataset bilanciati OPUS e Tatoeba annotati semanticamente, con loss cross-entropy per classificazione di intent (es. “richiesta legale”, “domanda tecnica”).
– Fase 1: embedding XLM-R pre-addestrati su corpus multilingue → inizializzazione con 3 layer, softmax output in italiano.
– Fase 2: fine-tuning con loss cross-entropy ponderata per termini chiave (es. parole con alta frequenza in ambiti regolamentati).
– Per ogni coppia (concept italiano, sua traduzione):
– Similitudine positiva ≥0.9 per sinonimi strettamente correlati (es. “obbligo” ↔ “dovere”).
– Similitudine negativa ≥-0.7 per termini omografici o false equivalenze (es. “risoluzione” ↔ “risoluzione di un processo” vs “risoluzione legale”).
– Loss totale = weighted cosine similarity + λ·MSE(difference between sin-on vs sin-off) per contesti specifici.
– Implementare un modulo di post-processing che regola i punteggi di rilevanza tramite regressione lineare calibrata su valutazioni umane su un validation set italiano (n=10.000 test).
– Calibrare i coefficienti di scaling per termini tecnici: esempio, “contratto standard” → peso 1.3, “accordo bilaterale” → peso 1.7.
– Introdurre un filtro di confidence score: ridurre punteggio <0.4 in contesti critici (es. ricerca giuridica), integrato via thresholding dinamico.
– Valutare con MUSE: misura distanza semantica tra vettori italiano-inglese; target <0.85 per concetti tecnici.
– Valutare con LASER: confronto diretto su dataset di search log italiano con annotazioni di intent, misurando precisione in classificazione contestuale.
– Eseguire valutazione su scala 1-5 per pertinenza e contestualità, coinvolgendo esperti linguistici e tecnici.
– Test A/B con utenti italiani reali: monitorare CTR, dwell time, reassessment relevance su 5.000 sessioni; identificare casi di errore (es. sinonimi troppo generici).
– Analizzare frequenza di termini anglicismi (es. “debug”, “cloud”) in corpus tecnici: soglia >15% di uso non standard → trigger per data augmentation.
– Implementare parafrasi controllate: generare varianti italiane standardizzate per bilanciare rappresentanza (es. “cloud computing” ↔ “computazione in cloud”).
– Usare modelli basati su LASER per generare varianti paraphrastiche italiane di termini tecnici (es. “obbligo contrattuale” → “dovere legale”), mantenendo semantic precision.
– Filtrare output con validazione NLP per evitare errori sintattici o semantici.
– Deploy su FastAPI con Kubernetes: routing dinamico tra versione monolingue (inglese) e versione multilingue (italiano calibrato).
– Integrare endpoint di fallback per gestire errori di ambiguità con risposte basate su confidence score.
– Monitorare CTR, dwell time, reassessment relevance su 10.000 utenti reali; focalizzarsi su casi limite (es. ricerche giuridiche complesse).
– Ottimizzare parametri di loss e threshold di confidence ogni 2 settimane in base ai dati raccolti.
– Registrare falsi positivi/negativi in database strutturato; pipeline automatica per retraining con nuovi dati (es. termini emergenti in normativa 2024).
– Aggiornare vocabolario condiviso LASER ogni mese tramite rilevamento di nuove entità (es. “AI-driven compliance”, “green energy certification”).
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